Casa San Matteo si trova circa a metà
strada tra Positano alta e la spiaggia, nel quartiere denominato "Monte"
sotto il "Pastiniello". Si tratta di una villa del Settecento
costruita nella tipica architettura della Costiera Amalfitana, che consiste
in grandi spazi quadrati, alti soffitti a volta e spessi muri in pietra.
Le cupole del tetto sono tinteggiate di bianco per proteggere la villa
dal calore del sole estivo.
La villa è interamente circondata da giardini e frutteti, una
particolarità unica nel centro abitato di Positano, dove in genere
le case sono costruite una a ridosso dell'altra. Si
raggiunge dalla strada carrozzabile interna al paese percorrendo una
piccola scalinata di circa 100 gradini. Il
servizio di autobus interno è disponibile ogni 20 minuti. La
maggior parte dei luoghi a Positano è raggiungibile a piedi in
dieci -quindici minuti.
Le terrazze al piano terra e al primo piano offrono una vista spettacolare
sul mare, la spiaggia grande e il centro del paese. Ogni appartamento
ha la sua terrazza privata che assicura la privacy dei nostri ospiti.
I tre appartamente hanno inoltre entrate separate e sono adeguatamente
isolati da eventuali rumori.
Casa San Matteo è stata negli ultimi anni sottoposta ad una
attenta ristrutturazione, con lo scopo di adeguare gli appartamenti
alle moderne esigenze di confort dei nostri ospiti. La ristrutturazione
ha tuttavia conservato ingralmente l'architettura e l'atmosfera originali
della villa, che è oggi una delle poche ville del Settecento
rimaste intatte nella loro forma originale. L'arredo, sobrio ed elegante,
è arricchito dalla collezione di quadri della famiglia.
La Storia
Negli Anni Trenta Casa San Matteo ospitava la "Pensione San Matteo",
uno dei primi alberghi a Positano. La villa - acquistata nel 1921 dalla
nobildonna finlandaese Ilse Von Knorring - venne succsivamente gestita
come pensione da Dorothea Flatow-Rispoli, che ospitava una variopinta
e cosmopolita comunità di artisti stranieri, arrivati alla scoperta
di Positano già negli Anni Venti.
Come si racconta nel libro "Spazi di transizione - Il Classico
Moderno (1888-1933)" a cura di Mauro Ponzi, Ed. Mimesi, pagina
32:
Nel 1924 (...) Gunther Studeman realizza a Positano, dove era
appena arrivato dalla Germania, un quadro che raffigura il prospetto
della Pensione San Matteo della finlandese Ilse, poi diretta da Dorothea
Flatow, dove si fermano i tedeschi di Positano; L'interno della stessa
è dipinto (dal pittore russo) Zagoruiko, alla fine degli anni
Venti.

Ivan Zagorujko (1896 - 1964) - Interno della Casa San
Matteo, olio su tela, fine anni Venti
Riccardo Bacchelli nel suo libro Italia per terra e per mare
(Rizzoli, Milano, 1952), descrive la casa positanese come segue: "(...)
le case di Positano. Serbano queste una fattezza antica e severa. Addossate
alla spalliera del monte, davanti sorgono da un ripiano di muratura,
che sostiene poca terra, qualche vite a pergolato, e il loggiato della
casa a due piani. Dall'alto, arrivando, si vedono i tetti a cupola schiacciata,
appresi dalle foggie moresche. Son fatti d'uno scuro battuto di calcestruzzo,
e il lume di luna, splendido sul mare, pare vi muoia sopra senza riflessi.
(...) i positanesi dalla natura hanno appreso l'arte di porre e di distribuire
le case e le contrade in modo che del monte seguino e sollevino senza
turbarle le linee maestre. Qui s'è svolta appunto un'architettura
che obbedisce alla natura, e obbedendole la ricrea e la fa sua ed umana.
Ve ne sono in Positano bellissimi esempi. Architettura di muratori anonimi
e secolari nei secoli, di cercatori pazienti in un terreno caduco; tanto
più maestrevole quanto meno sa di sé" .